
Overtourism e meridione
Negli ultimi venti anni, la Puglia – e ancora più il Salento – ha accresciuto la sua dipendenza dal settore turistico più del resto del Paese: l’incidenza del turismo nella regione, nel periodo compreso fra il 1995 e il 2017, è raddoppiata, raggiungendo il 4.2 per cento, a fronte di ciò che è accaduto nel resto d’Italia, dove la crescita del settore è stata di due terzi più bassa.
La crescita del settore turistico è avvenuta di pari passo con la riduzione dell’incidenza dell’industria manifatturiera nella regione (anche se la Puglia resta la regione più industrializzata del Mezzogiorno) e con l’aumento delle diseguaglianze della distribuzione del reddito. “Il turismo contribuisce ad accrescere le diseguaglianze distributive – molto accentuate in Puglia e nel Salento e più elevate rispetto al Nord – soprattutto per il tramite della gestione dei flussi in arrivo da parte di B&B, di proprietari di strutture di accoglienza, di svago e di ristorazione di proprietà di famiglie ricche, che di turismo si arricchiscono”.
Colacchio et al. (2023) hanno presentato i risultati preliminari di una ricerca che si focalizza sul nesso fra turismo e sviluppo locale nella provincia di Lecce. Per la provincia di Lecce sembrerebbe essere confermata la cosiddetta Economic-Driven Tourism Growth (EDTG) ipotesi, che prevede la presenza di un nesso di causalità unidirezionale che va dal tasso di crescita del PIL all’espansione del settore turistico: il turismo cresce perché c’è crescita economica, non viceversa. Un aumento del PIL pro-capite sembra essere una precondizione, per i comuni della provincia di Lecce, per un’espansione del settore turistico.
Anche di questo abbiamo parlato in un incontro molto partecipato con il Collettivo universitario La Volpe e l’economista Gianfranco Viesti.