Ex mercati generali di Roma, gli abitanti: discutere il progetto

Il manifesto, 24 ottobre 2025

Agli Ex Mercati Generali, a Ostiense, il Comune di Roma ha approvato la costruzione di uno studentato privato da duemila posti, con canoni di 1.050 euro al mese la singola e 500 euro al mese a persona in stanze doppie, finanziato dal fondo immobiliare Hines. Oltre allo studentato sono previsti servizi in parte già esistenti: spazi per la formazione, lo studio, lo spettacolo; uffici e spazi per start-up, ricerca, innovazione; una mediateca, una biblioteca, una palestra, spazi commerciali, per la ristorazione e la comunità: un centro anziani e 4 ettari di spazi ‘aperti’. I servizi risponderebbero al bando di gara per la creazione di una ‘città dei giovani’, ultima frontiera della speculazione immobiliare. L’operazione, su suolo pubblico, garantirà ricavi di oltre 32 milioni di euro l’anno per il privato, a fronte di un canone concessorio di 165mila euro.

Che cosa motiva il pubblico interesse per un’operazione così sbilanciata? La fruizione di servizi pubblici o la sola costruzione delle opere? Quanti degli spazi saranno pubblici e liberamente fruibili, e chi ne pagherà la gestione?

All’indomani della presentazione del progetto nel quartiere, il 2 luglio scorso, il Circolo di Sinistra Italiana del municipio notava che i cosiddetti «spazi aperti alla città in gran parte sarebbero aree destinate all’uso del settore privato, come ad esempio la palestra e gli spazi dedicati alle Start-up Innovative». Erano stati promessi altri incontri con i cittadini di Ostiense che non ci sono stati.

Nel progetto preliminare, il concessionario prevede i costi di gestione dello studentato (oltre 4 milioni di euro l’anno) e la manutenzione generale degli edifici, degli uffici e dell’area per la ristorazione (850mila euro l’anno). A gennaio scorso l’assessore ai lavori pubblici Ornella Segnalini ha spiegato che la biblioteca sarà di competenza dell’amministrazione con il circuito delle Biblioteche comunali e che la mediateca potrebbe essere gestita dal concessionario in collaborazione con le biblioteche; anche la gestione di 4 ettari di spazi aperti resterebbe in capo a Roma Capitale, è stato spiegato.

Secondo Amedeo Ciaccheri, presidente dell’Ottavo Municipio, tutti gli spazi non elencati nel piano privato saranno gestiti dal comune. Ma a quale costo non si sa: si presume superiore al canone per la concessione, fermo al 2006. Il tema della gestione e della fruizione dei servizi è centrale secondo il consigliere comunale Giovanni Caudo, per evitare un uso privato soprattutto degli spazi aperti, come avviene al Social Hub a San Lorenzo dove però il privato ha comprato l’area.

Se da una parte la gestione pubblica è una buona notizia, dall’altra significa che il comune si accolla i costi mentre il privato si prende i ricavi. Per l’investimento di quasi 400 milioni di euro, il fondo immobiliare americano Hines prevede un tasso di rendimento dell’8,5%, grazie alla concessione di suolo pubblico per 60 anni. Gli spazi e i servizi pubblici peraltro garantiscono la redditività del privato: gli spazi per cultura e tempo libero, per esempio, «saranno aperti al pubblico ma forniranno una porzione fondamentale degli spazi comuni e delle amenities per lo studentato», si legge nel progetto preliminare. Questi spazi garantirebbero ricavi per 3,6 milioni di euro l’anno.

Se invece alla base dell’interesse pubblico c’è non solo la fruizione ma anche la realizzazione delle opere, c’è da notare che i costi di realizzazione dei servizi pubblici assorbiranno meno di un terzo del costo totale, perché lo studentato rappresenta il 61% della superficie utile lorda assorbendo quindi oltre metà dell’investimento. A questo si aggiunge un parcheggio interrato di 51mila metri quadri.

Secondo Ciaccheri sarà possibile intervenire sul progetto esecutivo integrandolo con gli obiettivi elencati in alcuni ordini del giorno approvati in Consiglio, che dovranno essere recepiti dal concessionario. Non è chiaro però come sia possibile intervenire dopo la firma della convenzione, propedeutica al progetto esecutivo.

Non è chiaro insomma quanto margine di miglioramento ci sia, a condizioni così sfavorevoli per il pubblico ereditate dal bando di gara e dalla prima convenzione, risalente a Veltroni sindaco. Per questo un gruppo di cittadini del quartiere chiede di aprire un dibattito pubblico, convocando un’assemblea per martedì 28 alle 18 all’incrocio tra via Ostiense e il Ponte Spizzichino.

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Sarah Gainsforth

Sarah Gainsforth è saggista e giornalista freelance, scrive di casa e abitare, di turismo e gentrificazione, di politiche abitative e di trasformazioni urbane. Collabora con Internazionale e Il Manifesto. Il suo ultimo libro è L’Italia Senza casa, Politiche abitative per non morire di rendita (Laterza, 2025). Vive e lavora tra Roma e Goriano Valli.